mercoledì 23 novembre 2011

Weekend con Rossini e Capossela al Teatro Sociale di Como

In occasione del centenario della prima esibizione della ‘Sagra della primavera’ (1913) di Stravinsky, Mauro Bigonzetti propone una versione personale del balletto, da lui ribattezzato Le Sacre.
Il coreografo guida i ballerini di Aterballetto, che lo sorprendono per la loro capacità di connettersi positivamente alla forza della musica e alle sue atmosfere, in un lavoro fatto in maniera artigianale, senza impianto scenico. Non c’è niente, solo corpo e musica; nemmeno i colori sono presenti. Il richiamo all’originale c’è, ma sottoforma di una percezione, di un’allusione, nell’uso degli spazi e in alcuni gesti. L’idea del sacrificio finale resta, ma gira intorno al balletto e risulta meno concreta.
Il risultato è una creazione astratta in cui non si ha una vera e propria storia, ma quadri di vite parallele: immagini, cartoline, icone drammatiche e situazioni buffe.
Bigonzetti e Aterballetto conquistano il pubblico anche con le coreografie di Rossini Cards: Espressione della musica di Gioachino Rossini, del suo ritmo incalzante ed insieme astratto e geometrico, ed in fondo di un dionisiaco vitalismo.
Raramente un pezzo teatrale è riuscito come Rossini Cards a entrare profondamente nello spirito della creatività di Rossini, a rivivificare sulla scena il suo lacerante, passionale romanticismo e sentimentalismo, senza tuttavia cadere in alcuna forma di stucchevolezza, bensì mostrando la spontaneità e sincerità della visione del mondo romantico-ottocentesca e decadentistica. Le improvvisazioni che costituiscono la seconda parte della coreografia sono vere e proprie sperimentazioni atletiche di posizioni e movimenti originali ed estranei al codice di ogni stile coreografico esistente; una ricerca pura sul movimento, dagli interessanti risultati.
Como, Teatro Sociale - venerdì, 25 novembre ore 20.30
LE SACRE / ROSSINI CARDS
Musiche Igor Stravinsky e Gioachino Rossini
Coreografia Mauro Bigonzetti
Scena e Luci Carlo Cerri
Produzione Aterballetto

Dire che dalle nostre parti Vinicio Capossela è molto amato non è sufficiente. Però basta ricordare che il locale live più famoso in provincia di Como, All'una e trentacinque circa, sul cui palco si esibì oltre tre lustri fa, ha preso in prestito il nome dal suo primo disco, per capire che rapporto esista con uno degli artisti più importanti degli ultimi vent’anni. Nei mesi scorsi Vinicio ha pubblicato una vera e propria enciclopedia musicale sul mare raccolta in due tomi intitolati Marinai, Profeti e Balene. Il viaggio e il mare come metafora e scenografia del destino umano, sono temi davvero appassionanti: Omero, Dante, Melville, Conrad, il nuovo lavoro di Capossela ha trovato ispirazione nella letteratura di tutti i tempi.  Tutto il mare che abbiamo letto e cercato, in cui ci siamo tuffati con passione, lo ritroviamo nelle splendide canzoni che ci raccontano  l'ultima avventura di Capitan Vinicio. Registrato tra Creta e Ischia, questo doppio album evoca gli scricchiolii di S.S. dei Naufragati, una splendida canzone marina che in Ovunque Proteggi anticipava quel che sarebbe arrivato qualche anno dopo. Gli amanti più intransigenti di Tom Waits continuano a chiamarlo “copiossela”, a causa  delle sue evidenti affinità con il genio di Pomona, dimenticandosi però che il buon Vinicio solca mari solitari ormai da anni, rubando al vecchio Tom solo qualche esperto marinaio e un paio di bottiglie  di ottimo rhum. Al Teatro Sociale di Como, Sabato 27 Novembre, alle 21, si sale a bordo di un vascello che conduce il pubblica sull’isola più bella della canzone d’autore di oggi.
Maurizio Pratelli (fonte Corriere di Como)